2003

L’azienda nasce all’inizio degli anni 2000, sulla base territoriale della preesistente azienda familiare. Dopo alcuni anni di produzioni tradizionali cerealicole ed orticole, alla fine del 2003 avviene la svolta, viene predisposto un progetto di ammodernamento aziendale e si partecipa al bando regionale sui fondi POR 2000/2006, il progetto è finanziato nel 2006.

La scelta di impiantare un mirteto è dovuta alla circostanza che la facoltà di agraria dell’università di Sassari da alcuni anni sta portando avanti una ricerca scientifica  di valorizzazione  delle piante aromatico officinali  tipiche della Sardegna , tra queste la ricerca sul mirto è quella più avanzata ed anche quella che al momento sembra offrire gli sbocchi di mercato più interessanti, specie nel settore della liquoristica. Le industrie liquoristiche per l’approvvigionamento delle bacche di mirto dipendono dai raccoglitori e dall’andamento climatico che rende insicuri gli approvvigionamenti. Il passaggio da raccoglitori a coltivatori  garantisce continuità di fornitura, maggiore garanzia igienica del prodotto, omogeneità di prodotto, migliore qualità delle bacche e tempi certi di consegna nonché partite di prodotto predeterminate.

Il mirto è una pianta eclettica , molti sono i suoi usi nel tempo, tra gli altri è usato in cucina per aromatizzare le carni, in tintoria per tingere i tessuti  e per infusi medicamentosi. Con queste premesse nel 2004, prima che il progetto fosse finanziato, viene impiantata la prima parcella sperimentale del mirteto, poco più di 1500 piante su di una superficie di circa 5000 metri quadri, vengono testati cinque diversi cloni in coltura irrigua ed in regime di agricoltura biologica. Le linee guida su cui negli anni si svilupperà l’azienda sono tracciate, agricoltura biologica, irrigazione, ricerca, innovazione, servizi: nel mese di novembre del 2003, dopo ponderata scelta dei cloni più datti alla situazione pedoclimatica aziendale, nella quale sono coinvolti la facoltà di agraria, il consorzio di frutticoltura di Cagliari e l’ERSAT,sono poste a dimora circa  7000 piante di mirto che cumulate alla parcella sperimentale assommano a circa 8500 su di una superficie agricola di 2,5 ettari.